domenica 29 gennaio 2012

Agriturismi, Osservatorio approva criteri nazionali di classificazione

L'Osservatorio nazionale dell'Agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ha approvato oggi, in sede tecnica, i criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche. Si tratta di un primo importante tassello del più ampio programma di rilancio dell'agriturismo italiano portato avanti dal Mipaaf attraverso l'Osservatorio, una cabina di regia istituita nel dicembre del 2009, cui partecipano rappresentanti del Mipaaf, del Dipartimento del Turismo, delle Regioni, delle Associazioni agrituristiche, Istat e Touring club. Il nuovo sistema di classificazione unitaria, che sarà inviato alla Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione, ha l'obiettivo di rendere più omogenea la griglia di valutazione delle aziende agrituristiche, sulla base di parametri che tengono conto non solo del livello di comfort della struttura ricettiva, ma anche delle caratteristiche dell'azienda e dei servizi che è in grado di offrire, in termini di valorizzazione dei prodotti tipici locali, del paesaggio e dei territori. Si tratta di uno strumento che punta a garantire una maggiore trasparenza dell'offerta agrituristica, favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta e rispondere in un modo più efficiente alle nuove esigenze di una clientela sempre più esigente, alla continua ricerca di un ambiente incontaminato, di prodotti agroalimentari di qualità e di paesaggi di grande pregio. Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno quindi classificati in cinque categorie e la definizione del logo che dovrà rappresentare questo modello di ospitalità rurale, fortemente legato all'attività agricola, sarà scelto a conclusione di un bando pubblico che il Ministero si appresta a presentare. Il programma di rilancio del settore prevede anche la realizzazione di una banca dati del sistema agrituristico, dove sono state già caricate 21.500 aziende; per 16.800 di queste, inserite nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) che viene già utilizzato per i controlli legati alla Politica agricola comune, si dispone anche di moltissime informazioni tecniche come la consistenza aziendale, le colture praticate, il patrimonio zootecnico e gli animali allevati e la presenza di strutture di trasformazione delle produzioni agricole. Si tratta di un fondamentale strumento operativo a disposizione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali, per realizzare attività promozionali, ma anche di gestione e controllo. Qualsiasi iniziativa, infatti, non può che partire da una profonda conoscenza delle caratteristiche delle aziende agrituristiche italiane, per soddisfare i bisogni dei consumatori ed intercettare le tendenze evolutive dei mercati, soprattutto esteri, che si vorrebbe conquistare. Allo stesso tempo è necessaria la realizzazione di linee guida per un programma omogeneo di controlli per fare chiarezza su di un complicato sistema di norme nazionali e regionali e per dare risposte concrete, chiare e trasparenti, sia agli operatori agrituristici, che ai consumatori.

giovedì 26 gennaio 2012

Val di Non: quando la vacanza sulla neve si intinge di arte, natura e sapori

Agriturismo.com | Val di Non: quando la vacanza sulla neve si intinge di arte, natura e sapori.
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GENNAIO 2012 NEWSLETTER

Val di Non: quando la vacanza sulla neve si intinge di arte, natura e sapori.

Sembra un arazzo che le sapienti mani di un pittore ha intrecciato di meravigliosi colori la Val di Non, uno dei territori più suggestivi del Trentino Alto Adige.
Splendida da visitare tutto l’anno, è forse in inverno che svela le sue bellezze più nascoste allo sguardo ammirato dei turisti.
Adatta alla vacanza di tutta la famiglia, la Val di Non coniuga aspetti diversificati in grado di soddisfare le esigenze di tutti, dagli appassionati di arte ai patiti di sport invernali, dai buongustai agli amanti della natura.
Partiamo dall’arte: in un paesaggio fiabesco, che richiama alla memoria echi di dame e cavalieri, non può certo mancare un maestoso castello. Ecco, infatti, il meraviglioso Castello di Thun, risalente alla metà del XIII secolo. Lascia stupefatti per l’integrità della struttura, con tanto di ponte levatoio, torri e bastioni, mentre l’interno custodisce gli sfarzosi arredi originali della famiglia che un tempo abitava il maniero, la facoltosa casata dei Tono.
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lunedì 19 dicembre 2011

A Natale regala un weekend in agriturismo


Inizia la corsa ai regali, quest'anno ti proponiamo un'idea in più, regala a chi vuoi bene un weekend in agriturismo.


Ti basteranno pochi click e il regalo è fatto!

Che sia in campagna, sulla neve, al mare d'inverno o in città, sarà sempre un dono speciale: una vacanza, un bel momento da non dimenticare.

Guarda tra le offerte speciali a costo più conveniente o se hai già in mente un posto ben preciso per il tuo regalo, cerca l'agriturismo per regione, con pochi click sarai in diretto contatto con le strutture che preferisci per ricevere tutte le informazioni che desideri.

sabato 5 novembre 2011

10 ANNI a AGRIeTOUR

Agriturismo.com 10 anni a AGRIeTOUR
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novembre 2011
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10 ANNI a AGRIeTOUR

 
Caro Associato,

Sin dalla prima manifestazione Agriturismo.com è stato sempre presente con novità ed offerte, con questa manifestazione del 2011 sono 10 anni di partecipazione ad AgrieTour.


Vieni a trovarci dal 11 al 13 novembre allo stand B21 e scoprirai le sorprese che ti aspettano!

I più cordiali saluti,
Cesare Galloni
e dallo Staff di Agriturismo.com

Vedi il programma della manifestazione >>




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sabato 22 ottobre 2011

L’oro delle colline di Brindisi


L’oro delle colline di Brindisi

di Federico Lacche
L’oro delle colline di Brindisi Viottoli di campagna, a tratti cinti da muretti a secco, che si avventurano a perdita d’occhio nelle tenute che circondano le masserie. Tutt’intorno, a migliaia, monumentali alberi d’ulivo. I raggi del sole si posano obliqui su questi giganti, accarezzandone le fronde imponenti. Sono ogliarole e cime di Mola, piante ultracentenarie che possono oltrepassare i dieci metri d’altezza, con chiome di venti metri di diametro e “portate” di una tonnellata e mezza di olive.

Alcune furono piantate più di 700 anni fa dai monaci basiliani in fuga dall’Oriente, che iniziarono a trasformare grotte ed eremi ipogei in frantoi. E’ a pochi chilometri da Fasano, sulle ultime propaggini delle Murge, tra le terre di Bari e le antiche terre d’Otranto, che iniziano le prime tracce di un itinerario puntato alla scoperta di quello che i greci chiamarono elaion, i latini oleum e che per tutti i popoli del Mediterraneo era autentico oro liquido.

L’olio è servito a massaggiare atleti olimpici, ungere re, profumare faraoni e riempire antichi forzieri. E poi, naturalmente, a impreziosire ogni cibo, con un aroma intriso di storia. A “sua maestà” l’olio, qui sulle colline di Brindisi, è stata dedicata una strada, forse la prima in Italia e che, estesa per circa 150 chilometri, unisce idealmente i comuni di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli, incrociando frantoi, borghi rurali e, soprattutto, antiche masserie.

Proprio queste ultime, infatti, sono le storiche “industrie olearie” della Puglia, al centro di sterminati latifondi signorili il cui prestigio non veniva misurato in ettari, ma in numero di alberi d’olivo. Alcuni possedevano fino a 50.000 “chiome”, capaci di produzioni giustificabili solo col commercio e le esportazioni. Ecco allora i porti di Gallipoli – da cui partiva olio per l’industria del sapone di Marsiglia -, di Otranto, di Monopoli, di Bari e dell’antica Egnazia: dai loro magazzini, tra il XV e il XVI secolo, partivano ogni anno, e per la sola Venezia, ben 52.000 salme d’olio (una salma corrispondeva a circa 156 chili o 168 litri)!

Da queste parti, a poche settimane dall’inizio della raccolta e della molitura delle olive, è d’obbligo la visita a un primo Museo dell’Olio d’Oliva, nei pressi di Fasano, che appartiene a una masseria di uno storico casato di olivicoltori pugliesi. Sorge sul nucleo primitivo (XI e XII secolo) di una grancia dell’abbazia dei monaci greci di S. Nicola in Casole d’Otranto. Qui hanno trovato posto le tradizionali macine in pietra viva un tempo azionate a forza animale, le macchine frangisansa per eliminare i noccioli, i torchi in mogano destinati ad accogliere i fiscoli per la spremitura, le cisterne di raccolta e tanti altri strumenti che raccontano la storia delle produzioni olearie dal 1600 ai primi anni del secolo appena trascorso. E poi, altra tappa dell’itinerario, il Museo oleario di San Vito dei Normanni, allestito nelle magnifiche sale dell’ex Convento dei Padri Domenicani. L’esposizione  racconta la storia dell’olio d’oliva, dell’arte legata alla sua produzione, della cultura contadina come preziosa eredità per le giovani generazioni.

Sulla strada che collega Fasano a Ostuni, bianca regina degli olivi, si susseguono decine di dimore, sovente adibite ad agriturismo, dalle più svariate linee architettoniche: masserie-regie, masserie-abbazie, fortificate, non di rado di gusto tardo-rinascimentale e barocco. Alcune abbandonate da anni, altre pregevolmente restaurate e organizzate per accogliere turisti di passaggio in cerca di acquisti e degustazioni. Minuscoli bicchierini d’olio da assaporare. Un rituale prezioso. Si tengono in un palmo, chiudendo con l’altro i bordi per riscaldare il succo d’oliva; poi si toglie la mano, ed esplode l’effluvio dei profumi. Quindi inizia l’assaggio al palato, aspirando forte e facendo schioccare la lingua per fissare meglio flavour e sapore. Un extravergine deve rispettare anche precisi criteri di composizione: è tale solo fino a un grado di acidità, entro i due gradi è vergine, mentre oltre i tre è un olio lampante di olive, non commestibile. L’olio delle colline di Brindisi è stato il primo ad essere riconosciuto anche a denominazione di origine protetta. In pratica, è un extravergine realizzato al 70 per cento con olive di alberi ultrasecolari di ogliarola salentina, e al restante 30 per cento con celline di Nardò o un mix di coratina e leccino.

L’olio può anche essere considerato un elisir, un “medicinale” – limita l’invecchiamento cellulare, aiuta a prevenire l’ispessimento delle arterie, il cancro e i calcoli biliari – e un cosmetico. Lo avevano compreso gli egizi, che lo utilizzavano in veste di antirughe ed emoliente per il corpo, come le antiche comunità rurali, che all’olio ricorrevano per estrarre le spine dalla cute o assicurare lucentezza ai capelli. E’ proprio vero, l’olio è capace di affascinare e sedurre. E nei rami possenti degli ulivi di questa terra, in quei tronchi che talvolta diventano sculture, si riassume la potenza straordinaria della natura. Non rappresentano solo bellezza: gli ulivi sono il nostro paesaggio storico. E per questo è nata la prima strada dell’olio italiana. Non resta che percorrerla, magari in questo periodo di raccolta e molitura, quando ogni anno – da mille anni - si celebra una silenziosa alleanza tra l’uomo e la natura.